

Non è una coupé-cabrio, almeno nel senso più stretto del termine, dato che nel listino della Casa tedesca una coupé vera, sulla scocca della “Serie 3″ c’è già ed è, detto per inciso, una gran bella coupé. Quindi è una cabriolet, pur con il tetto di metallo.
“Cabrio”, dunque, nello spirito e nell’anima. Questo per sottolineare che questa “335″ ha una propria, spiccata, personalità, che è ben diversa da quella della coupé nonostante condivida con questa la meccanica. Il design deve molto del suo appeal al montante anteriore “corto” che influenza la linea del padiglione e l’andamento della fiancata. Il risultato è una linea semplice, molto classica, “morbida”, con tratti tondeggianti dal gusto un po’ rétro. Bella quando è chiusa, elegante quando è aperta.
In ventitre secondi si passa da una situazione all’altra. Basta premere l’apposito pulsante sul tunnel e il tetto si divide in tre parti, che si sovrappongono una sopra l’altra per poi scomparire nel bagagliaio. Per quanto non si tratti di una novità, il sistema messo a punto dalla BMW è senz’altro molto raffinato ed efficace. Il problema, se mai, è che a vettura aperta rimane davvero ben poco spazio per i bagagli e, soprattutto, un’apertura di pochi centimetri per caricarli.
L’abitacolo ripropone lo stesso ambiente della coupé. I posti sono quattro con poltroncine singole anche dietro, separate dall’ampio tunnel centrale. Per quanto siano stati privilegiati i posti anteriori, dietro si viaggia abbastanza bene a patto di non essere troppo alti.
Il posto guida è impostato secondo gli standard della Casa tedesca. Il sedile, a regolazione elettrica, è ben profilato e sostiene perfettamente il busto. Si guida con il volante (ampiamente regolabile) verticale e le braccia e le gambe semidistese. La strumentazione, molto semplice, forse fin troppo, è raccolta, in posizione chiara e ben visibile, davanti al guidatore. I comandi secondari sono conglobati nel sistema “i-Drive” che, ormai, fa parte del Dna di ogni BMW. Su questa “3 Cabrio”, però sono stati aggiunti alcuni pulsanti sulla console centrale programmabili dal guidatore (vi si possono memorizzare stazioni radio, indirizzi, numeri di telefono eccetera), molto utili nell’uso quotidiano.
Duecentotrentatre chilogrammi separano la cabrio dalla coupé (1926 kg in condizioni di prova contro 1693). Ma è diversa anche la ripartizione dei pesi sui due assali perché sulla cabrio, vuoi per i rinforzi al telaio, vuoi per il complesso sistema di apertura del tetto, ben il 53% della massa totale grava sul retrotreno (48% sulla coupé). Ne consegue un carattere sensibilmente diverso. Non tanto per le prestazioni, dato che il sei cilindri turbo pare quasi non accorgersi dei chili di troppo, quanto per la dinamica di guida.
La cabrio, infatti, è un po’ più lenta in curva, soprattutto nella fase d’inserimento, meno reattiva ma, in definitiva anche molto equilibrata, con un comportamento che, anche al limite, rimane pressoché neutro. In ogni caso il piacere della guida è assicurato da uno sterzo pronto quanto basta ma, soprattutto, preciso e progressivo, caratterizzato da una giusta sensibilità anche se qualcuno, forse, potrebbe trovarlo un po’ troppo pesante.





