FORD FOCUS ST 225CV
Due persone, due opinioni: un vecchio compagno di scuola, che non se ne intende assolutamente di macchine, la trova semplicemente “bella”. Il fatto che sia una Ford, lo sorprende. L’altro a cui presento la Ford ST è già più informato e reagisce deluso: “Una Focus, e allora?” Pensava che arrivassi con una Porsche. Comunque nessuno dei due me la invidia. La ST ha superato la prima prova.
Perché la Focus con ben 225 CV non è per chi ama le vanterie, soprattutto in argento è un vero e proprio “understatement”. I massicci batticalcagno e passaruota praticamente non si notano nel colore ormai passé, anche i cerchi da 18 pollici e i grossi pneumatici a sezione bassa non sono niente di speciale e allo spoiler posteriore si può rinunciare – anche perché viene richiesto un sovrapprezzo. D’accordo, la marmitta di scarico con i due tubi finali cromati salta all’occhio. Ma c’é anche un motivo. Per prima cosa invitiamo le persone del test a prendere posto. Ad eccezione dei sedili sportivi Recaro con le parti centrali un po’ troppo morbide, dei tre strumenti supplementari sul cruscotto (temperatura e pressione dell’olio, pressione di alimentazione), del voluminoso volante sportivo e dei diversi elementi decorativi in alluminio l’interno della ST è così essenziale come quello della Focus standard. Il tutto ha un aspetto solido, ma non proprio seducente. Le reazioni: per uno si tratta appunto di un’automobile, l’altro mostra una sempre maggiore incomprensione per la mia visita “da un conoscitore”.
Signori, si parte?

Va bene, penso, e giro la chiavetta dell’accensione. Il motore da cinque cilindri non se lo fa dire due volte e inizia a borbottare compiaciuto. L’amico seduto al mio fianco corruga sorpreso le sopracciglia. Quando gioco con il pedale dell’acceleratore i suoi occhi diventano ancora più grandi: il suono ricorda molto quello della vecchia Audi Quattro, sopratutto sotto carico. L’accelerazione non è per nulla inferiore al famoso rombo. Non sono passati nemmeno sette secondi dalla partenza e la lancetta del tachimetro è su 100, e in autostrada passa velocemente a 240 km/h. Affascinante è anche la potenza del turbomotore da 2,5 litri. A partire da 1.600 giri/min. viene raggiunta la coppia di 320 Nm che rimane costante fino a 5.000 giri. In tal modo è possibile viaggiare velocemente senza cambiare marcia troppo spesso.
O è meglio cambiare marcia?
Ma anche chi preferisce un elevato numero di giri e il contatto frequente con la leva del cambio è soddisfatto. Il cambio a sei marce con la cloche molto compatta e maneggevole è breve ed estremamente preciso. Il motore esegue senza alcuna difficoltà i comandi dell’acceleratore andando fino al limite della zona rossa – sempre accompagnato dal lieve sussurro del turbocompressore.
L’unico difetto della guida sportiva è l’elevato consumo. Invece della media di 12 litri, che comunque non è poco, la ST consuma i suoi 16 litri se condotta con tale vivacità. Con un capacità del serbatoio di 55 litri la spia del carburante si accende ogni 300 chilometri. Che la Ford sappia costruire telai lo si sa benissimo. Tuttavia bisogna mettere in particolare evidenza tale elemento della ST perché esso rappresenta un compromesso ottimale tra energica sportività e comfort quotidiano. Nemmeno i coperchi dei chiusini – i nemici naturali dei telai sportivi – si fanno notare in modo particolare. A velocità elevate la ST mantiene la sua rotta e compensa tutte le irregolarità. E nelle curve mostra l’attesa agilità. Prestazioni difficili da imitare nella nicchia delle sportive compatte.
Un dieci e lode va anche allo sterzo, dalle reazioni molto precise e pronte. Le gomme da 225 seguono a puntino la volontà del conducente. Naturalmente bisogna esercitare un po’ di forza sul volante perché in fin dei conti la ST ha la trazione anteriore, ma in considerazione delle ottime prestazioni del motore l’influsso della trazione risulta minimo.
Conclusione
Con il motore vigoroso e dal suono potente, il telaio imperturbabile e lo sterzo eccellente la Ford Focus ST convince tutti quelli che in essa vedono l’auto sportiva compatta. Grazie al suo aspetto poco marziale, alla disponibilità generale di spazio e all’ampio bagagliaio (385 litri standard) va bene sia per l’impiego quotidiano che per tutta la famiglia. Con un’eccezione: il consumo troppo elevato. 24.500 Euro è il prezzo della Ford Focus ST a tre porte, compresi i sedili sportivi Recaro, il volante in pelle, il climatizzatore, i cerchi da 18 pollici, il sensore per pioggia e giorno/notte, l’ESP, gli airbag anteriori come quelli laterali per il torace e a tendina. Una VW Golf GTI (200 CV) con una motorizzazione più debole ha lo stesso prezzo, l’Opel Astra OPC (240 CV), poco più potente, circa 4.000 Euro in più. La Ford fa veramente un’offerta equa con la Focus ST, lo devono riconoscere senza invidia anche le case concorrenti.
DERBI BAVARESE
Ancora una volta si affrontano rosso e blu. Ma questa volta non si tratta del derby cittadino fra le squadre di Monaco di Baviera del FC Bayern e del TSV 1860 München. Questa volta le contendenti bavaresi sono altre due: l’Audi A3 Sportback 1.6 FSI in scintillante rosso fuoco affronta la BMW 116i in profondo blu sydney. Il derby bavarese può avere inizio.
Da un punto di vista della potenza le concorrenti si eguagliano: entrambe vengono lanciate da un motore a quattro cilindri da 1,6 litri che raggiunge 115 CV a 6.000 giri. In fatto di coppia la BMW, con i suoi 150 Nm massimi a 4.300 giri, si ritrova dietro l’Audi. Il motore ad iniezione diretta di quest’ultima arriva a 155 Nm già a 4.000 giri/min. La differenza maggiore riguarda la trazione: la BMW è dotata di trazione posteriore, l’Audi privilegia quella anteriore.
Traffico cittadino

Si comincia con il traffico cittadino. Nessuna delle due è una macchina da corsa e i 115 cavalli fanno fatica a trascinare i 1.300 chilogrammi di entrambi i veicoli. L’Audi supera la prova con un po’ più di bravura. A giri bassi la 1.6 FSI dà la sensazione di essere più vivace. Perché la vettura di Monaco guadagni in agilità ci vuole un numero maggiore di giri. Sotto i 4.000 la quattro cilindri sembra veramente in catene. Entrambe le concorrenti sono equipaggiate di serie con un cambio manuale a sei marce, che si rivela, sia nell’una che nell’altra, gradevolmente veloce e preciso. Tuttavia la BMW non può veramente competere con la leggerezza del cambio Audi (sviluppato dalla VW a Kassel): qua e là il cambio fornito dalla Getrag zoppica un po’.
Nello sterzo si incontrano due filosofie: nella 116i è un po’ più duro, cosa che non rappresenta però uno svantaggio. Chi ama una nota più marcatamente sportiva prediligerà la BMW. Nell’Audi al contrario lo sterzo è sinonimo di leggerezza, basta letteralmente un dito per condurre la vettura in curva. A causa dello smilzo lunotto posteriore e dei montanti posteriori piuttosto larghi la serie 1 offre sul retro una visibilità limitata. Non si dovrebbe in nessun caso rinunciare ai sensori di parcheggio per 700 Euro. Nell’Audi la visibilità è migliore, ma anche qui gli ampi montanti sono di intralcio in fase di parcheggio.
Fuori porta

Fuori dalla città, direttamente in autostrada. Entrambi i motori si dimostrano eccezionalmente silenziosi. Anche i rumori dovuti all’attrito dell’aria e dell’asfalto non si fanno notare. I passeggeri possono conversare senza problemi di sorta. La BMW ha una velocità massima indicata di 200 km/h, l’Audi di 196. Per raggiungerli ci vuole però tempo. Entrambe tendono a diventare coriacee a partire da 150 km/h. La BMW si rivela su questo terreno più agile. Tuttavia le manovre impulsive di sorpasso necessitano anche qui un notevole armeggiare con la leva del cambio.
Dopo un breve tratto arriviamo nel terreno prediletto della BMW: le strade extraurbane ricche di curve. Qui il telaio sportivo ma non eccessivamente duro può dimostrare tutta la propria abilità. Le gomme sembrano attaccarsi all’asfalto, la serie 1 si scosta appena dalla linea di guida prestabilita. Nell’Audi invece risalta la trazione anteriore. Se le curve vengono attaccate in velocità si possono anche sentire stridere le ruote davanti. La vettura di Ingolstadt tende al sottosterzo, l’asse anteriore presenta una leggera deriva rispetto a quello posteriore. L’ESP di serie (in entrambe) interviene per tempo a correggere questa propensione.
I sedili standard della nostra Audi di prova offrono una tenuta laterale insufficiente e anche il supporto lombare è ridotto. Consigliamo invece i sedili sportivi per un sovrapprezzo di 1.050 Euro (rivestimento in pelle compreso). Il veicolo BMW di prova è dotato di sedili sportivi (per 600 Euro), che non offrono motivo di critica, non fosse per la seduta un po’ troppo morbida.
Interni
Il cruscotto dell’Audi propone una quantità di pulsanti senza per questo risultare confuso. Gli strumenti tondeggianti ed essenziali sono facilmente leggibili. La serie 1 propende per un look sportivo e disadorno, la maggioranza delle funzioni viene controllata mediante la manopola iDrive opzionale. In fatto di materiali l’Audi è in chiaro vantaggio. Gli elementi decorativi grigi e ruvidi della BMW hanno un aspetto economico. E nella 116i scarseggiano anche le superfici di appoggio. Ad eccezione di quelli nelle portiere e nel bracciolo centrale, non vi sono altri vani portaoggetti. L’Audi possiede al contrario un grande vano aperto nella console centrale.
Sul sedile posteriore l’abitabilità è in entrambe, per natura, limitata, anche se nell’Audi si ha maggiore respiro. In ciascuna i sedili dietro sono ribaltabili in rapporto 60:40. Il bagagliaio della BMW, condizionato dalla fenditura dovuta alla trazione posteriore, passa da una capacità di 330 a 1.150 litri. Vantaggio: in modalità di trasporto offre una superficie di carico piana. Il vano di carico della Sportback inghiotte fra i 370 e i 1.100 litri, non è però mai totalmente piano.
Costi
Il prezzo base per un’Audi A3 Sportback 1.6 FSI si aggira intorno ai 21.300 Euro. Per una BMW 116i l’acquirente deve calcolarne almeno 20.650. Per quanto riguarda l’equipaggiamento di serie, le due contraenti pareggiano. Tutti gli extra in punto comfort, come climatizzatore, alzacristalli elettrico posteriore e bracciolo centrale, comportano in entrambi di casi un sovrapprezzo. E in questo modo i costi salgono in fretta. I nostri veicoli di prova con un equipaggiamento eccellente (fra cui sistema di navigazione, riscaldamento dei sedili, climatizzazione automatica e fari allo xenon) comportano una spesa di rispettivamente 31.480 (BMW) e 27.690 Euro. Con un equipaggiamento identico a quello della serie 1, l’A3 sarebbe costata la cifra considerevole di 32.675 Euro.
Al prezzo di acquisto non propriamente basso si aggiungono i consumi relativamente elevati: nel traffico cittadino è difficile scendere con entrambe sotto i 10 litri di super. Nonostante lo stile di guida tranquillo, l’Audi consuma in media 7,6 litri per 100 chilometri, la BMW addirittura 8,2. I tragitti in autostrada all’insegna della velocità richiedono in tutte e due un numero di giri elevato, che a sua volta si ripercuote sui consumi: anche 14 litri non sono una rarità.
Conclusione
Due candidate, quattro discipline. Sembrano fatte per un pareggio, e di fatto è così. Nel traffico cittadino l’Audi supera di poco la BMW. Anche in fatto di interni e di abitabilià il veicolo di Ingolstadt è il primo a tagliare il traguardo con la sua calandra single frame. In autostrada e sulle statali la BMW risulta vincente: il telaio della ditta di Monaco resta imbattibile. Ed è la meno cara (tolti gli equipaggiamenti extra si risparmiano quasi 1.200 Euro). I motori a benzina, di piccole dimensioni e debole potenza, rappresentano in entrambe una pecca. 115 CV ed una coppia di 150 Nm sono semplicemente insufficienti visto il peso elevato dei veicoli. La logica conseguenza è che già le medie velocità richiedono un alto numero di giri e quindi una quantità relativamente grande di carburante.
ANONONIMA LA 130i.MA 265CV SOTTO IL COFANO
Le prestazioni di guida riservate ancora pochi anni fa alle vetture sportive vengono oggi raggiunte dai modelli di punta della classe compatta. Per esempio la BMW 130i. Il veicolo al vertice della serie 1, nonostante l’aspetto anonimo, regge senza problemi il confronto con una M3 di dieci anni fa. Gli appassionati della potenza si congratulano meravigliati. Ma come si comporta la 130 nella vita quotidiana?
Fino al 1996 chi ordinava una BMW M3 1996 riceveva una vettura sportiva, che, pur non esagerando le proprie prestazioni, le metteva in chiara evidenza. E perché no: gli ingegneri erano riusciti a ricavare 286 CV dal motore a sei cilindri in linea da 3,0 litri, il mondo dei motori salutava il trionfo, la concorrenza impallidiva. Bastavano 6,0 secondi per raggiungere i 100 km/h, la velocità conosceva un limite solo ai 250. Oggi mi trovo davanti una BMW serie 1 dall’aria non appariscente. Nessuno spoiler, parafanghi assolutamente nella norma, niente la differenzia dalla 116i o dalla 118d. OK, quasi niente: nel modello di punta i raggi nei cerchioni sono cromati e dietro fanno capolino due spessi tubi di scappamento. Un look come quello della serie “M” però lo si cerca senza successo. Nonostante ciò, si può duellare al semaforo con una vecchia M3: la 130i raggiunge i 100 km/h appena un battito di ciglia più tardi e anche 250 km/h sono alla sua portata. Per questo bastano alla 130i, bisogna sottolinearlo, solo 265 CV.
Cuore sportivo

E con questo arriviamo anche al cuore della 130i, il motore. Questo noto propulsore, ormai impiegato in tutte le serie dei modelli BMW, rende l’auto di punta della serie 1 quello che in fin dei conti è: da un lato un veicolo sportivo – se permettete – maledettamente veloce, e, dall’altro, una vettura estremamente curata per chi ama coprire in fretta lunghe distanze. Facile ad andare su di giri, con buona ripresa, silenzioso, energico, con una risposta immediata al pedale – il sei cilindri in linea da 3,0 litri merita il massimo dei punti. E come se non bastasse, possiede una musicalità ammaliante: a bassi giri borbotta, sotto carico soffia voluminoso e oltre i 5.000 giri fa sì che lo scappamento prenda a strombettare.
Pressione decisa sul pedale
In autostrada basta la marcia più alta per accelerare con sovranità in ogni situazione. Per spostarsi in velocità sulle strade extraurbane si cambia marcia volentieri, anche perché il cambio a sei marce risulta estremamente preciso e ottimamente calibrato. Questo non è tuttavia particolarmente maneggevole, e anche la frizione, relativamente lunga, deve essere premuta con convinzione. Soprattutto nel traffico cittadino ciò richiede non solo nervi saldi, ma anche una quantità inusuale di forza. In compenso lo sterzo attivo opzionale (€ 1.300) consente di effettuare le manovre di parcheggio con una mano sola, dato che tale sistema, a basse velocità, riduce al minimo l’angolo di sterzata. Ad un’andatura più sostenuta reagisce in modo diretto e sportivo, come un servosterzo tradizionale della BMW. A velocità molto elevate, però, lo sterzo attivo appare meno deciso e meno preciso dell’equivalente di serie.
Caccia alla lepre
Il telaio scoppia di agilità. Il motore davanti, la trazione dietro e una distribuzione omogenea del peso sugli assi – la classica ricetta BMW è una garanzia di piacere al volante. Soprattutto se si è ordinata la versione sportiva (€ 280), con la 130i si possono effettuare cambi repentini di direzione tali da fare invidia ad una lepre. Ma attenzione: per le manovre di guida estreme la 130i ha bisogno di una mano esperta, quantomeno se il DSC è disattivato. Affronta le curve strette con un leggero sottosterzo e reagisce poi al cambio di carico con un alleggerimento della parte posteriore che rinnova la sua spinta. La sottostruttura si presenta silenziosa e sufficientemente confortevole in autostrada. In città invece, soprattutto se si finisce a transitare sopra ai coperchi dei chiusini o sull’acciottolato, la serie 1, rigida in fatto di ammortizzazione, si rivela recalcitrante. Alla lunga dà sui nervi anche la cattiva visibilità sul retro. I larghi montanti posteriori e il sottile lunotto rendono il park distance control (a partire da € 400) un optional appropriato.
Spazio a sufficienza
Il fattore comfort degli interni è elevato. Soprattutto gli elementi decorativi in titanio fanno guadagnare la BMW in raffinatezza. Un volante sportivo e maneggevole con ampie possibilità di regolazione è di serie, gli eccellenti sedili sportivi, dotati di regolazione della larghezza dello schienale e appoggio per le gambe, sono assolutamente necessari, ma comportano invece un sovrapprezzo (€ 550). Anche se la banchina posteriore non è progettata all’insegna dell’abbondanza di spazio, anche qui si prende posto in maniera relativamente comoda grazie allo schienale inclinato. Naturalmente a condizione che il passeggero davanti conceda una certa libertà di movimento per le gambe. Il bagagliaio, con un volume dai 330 ai 1.150 litri, si situa al di sotto della media. Nel caricare sono di intralcio le dimensioni ridotte del boccaporto, nello stipare i bagagli lo è la fenditura nella superficie di carico. Qui infatti si paga il prezzo della trazione posteriore. Anche l’elevata potenza vuole il proprio tributo. Si può, sì, guidare il sei cilindri consumando in media meno di 10 litri, ma chi ci dà dentro volentieri, non si deve meravigliare di un consumo di 15 e più litri.
Conclusione
Per quanto riguarda le prestazioni di guida, la BMW 130i è una “M” in incognito. Fa piacere poterla avere a disposizione anche senza un’estetica chiassosa. Per quanto concerne l’impiego nella vita quotidiana, il modello di punta è tanto o tanto poco pratico quanto ogni altro della serie 1. Solo, per l’appunto, molto più veloce e dominante. Il piccolo serbatoio (53 litri) si rivela essere un ulteriore difetto, visto il potente motore. Viaggiando in autostrada ad una velocità costantemente sostenuta si arriva a coprire la distanza riprovevole di poco più di 300 chilometri con un pieno.
Il prezzo di 32.750 Euro è salato, ma corrisponde a quello della concorrente principale, la VW Golf R32. Se si ordinano anche gli equipaggiamenti extra consigliabili, quali il pacchetto sportivo (sedili sportivi e assetto rigido del telaio), il pacchetto comfort (fra cui climatizzazione automatica, park distance control e volante multifunzionale) ed anche il pacchetto di lusso così come quello innovativo (fra cui fari allo xeno e accesso senza chiavi), un sistema di navigazione e gli interni in pelle, la BMW 130i raggiunge in fretta la vetta dei 38.000 Euro. Un prezzo non facile da mandar giù – come quello della M3 di dieci anni fa.
AUDI Q7 IL SUV DIESEL PIU’ POTENTE AL MONDO
Il motore diesel più potente al mondo
Audi presenta il SUV con motore diesel più potente al mondo che sarà disponibile sul mercato a partire dall’estate 2007. Potenza ed efficienza sono gli attributi che meglio descrivono questa vettura dotata di un V8 4.2 TDI da 240 kW di potenza (326 CV).
Design possente e rotondità scultoree rivelano già il carattere della Audi Q7. La linea del tetto è fluida e slanciata ed il rapporto particolare che si crea tra la porzione di fiancata in lamiera molto alta e la fascia stretta dei finestrini, sono segni distintivi del carattere sportivo di questo SUV ad alte prestazioni. Anteriormente slanciata, la Audi Q7, mostra anche nel posteriore la sua dinamicità grazie ai montanti fortemente inclinati che modellano la sagoma di una coupé. Con un passo di 3002 mm, il SUV Audi, è lunga 5086 mm, larga 1983 mm e alta 1737 mm: misure che la pongono ai vertici della concorrenza nella sua categoria. La carrozzeria, realizzata in struttura leggera d’acciaio con l’impiego di acciai ad altissima resistenza e in alluminio, soddisfa i massimi requisiti di rigidità e sicurezza antiurto. Altri elementi distintivi sono rappresentati dai terminali di scarico simmetrici e dal diametro di 100 mm. I cerchi sono in alluminio fucinato da 18 pollici con design a sette razze calzanti pneumatici nel formato sportivo 255/55. I quattro dischi freno, sono auto-ventilanti e di grandi dimensioni. Le ruote anteriori hanno un diametro di 350 millimetri e le posteriori, di 358 mm. Le pinze anteriori sono dotate di sei pistoncini che trasmettono la pressione frenante ai dischi, soluzione questa, mutuata dal settore delle auto sportive.
Tutte le ruote hanno sospensioni indipendenti a quadrilateri; i componenti degli assi sono in gran parte in alluminio. Lo sterzo servotronic, con servosterzo variabile in funzione della velocità e rapporto di trasmissione variabile, crea un rapporto estremamente diretto e preciso tra il guidatore e la strada. L’apertura e la chiusura del cofano bagagliaio, con angolo di apertura programmabile a piacere, sono azionate da due motorini elettrici. Il portellone in alluminio confluisce fin nelle fiancate: una struttura articolata che è stata possibile solo grazie all’ampia competenza acquisita dal Marchio nella costruzione in alluminio. Sotto il gruppo ottico posteriore destro campeggia la sigla del motore Diesel più potente del marchio Audi. Capolavoro d’ingegneria, l’otto cilindri HighTech colpisce non solo per la straordinaria potenza, ma anche per l’elevato rendimento. In media consuma infatti solo 11,1 litri di gasolio per 100 chilometri. Con una cilindrata di 4,2 litri questo otto cilindri, già impiegato sulla ammiraglia di lusso A8, eroga una potenza di 240 kW (326 CV) e sviluppa una coppia di 760 Nm, sempre disponibile tra 1800 e 2500 giri: valori che collocano la Audi Q7 4.2 TDI al livello di una vera auto sportiva. Accelera da 0 a 100 km/h in 6,4 secondi e raggiunge la velocità massima di 236 km/h, facendo registrare prestazioni da record. Il basamento è in ghisa grafitica vermicolare con carbonio in forma lamellare, materiale questo altamente tecnologico e molto resistente che consente di ridurre il peso del motore: 257 chilogrammi sono un valore molto contenuto per questa categoria di potenza.
Il sistema d’iniezione Common Rail è dotato di iniettori piezoelettrici in linea, di piccole dimensioni e leggeri, caratterizzati dalla massima velocità e precisione di funzionamento, che permettono di eseguire fino a cinque fasi di alimentazione per ciclo con una pressione di 1600 bar. Due turbocompressori con geometria variabile delle turbine assicurano pienezza di coppia ai bassi regimi e una possente erogazione di potenza a regimi più elevati. Grandi intercooler abbassano poi la temperatura dell’aria compressa. In qualsiasi fascia di regimi il guidatore ha sempre a disposizione una grande capacità di ripresa. A 3750 giri il V8 eroga una potenza massima di 240 kW (326 CV). Il V8 Diesel più potente in assoluto nel segmento dei SUV assicura alla Audi Q7 le prestazioni più sportive tra tutti i motori ad accensione spontanea di questo segmento. La trasmissione è affidata al cambio automatico tiptronic a sei rapporti e alla trazione integrale quattro di impostazione sportiva che in condizioni di marcia normali trasmette il 40 per cento della coppia alle ruote anteriori e il 60 per cento a quelle posteriori. Le sospensioni pneumatiche “Audi adaptive air suspension”, di serie nella Audi Q7 4.2 TDI, risolvono un classico conflitto in quanto conciliano un handling dinamico con il comfort di marcia tipico della categoria premium.
Il telaio completa il carattere dinamico della Audi Q7 4.2 TDI., che si dimostra all’altezza della situazione sia su fondi fortemente irregolari, che sulle strade asfaltate dove le sue qualità di handling, di sicurezza e di comfort definiscono nuovi standard. Questi eccellenti atout vengono completati dall’adaptive air suspension, che viene fornito di serie. Il guidatore può scegliere fra tre diverse modalità (“dynamic”, “comfort” e “automatic”) che vanno da un’impostazione sportivamente rigida a un’impostazione maggiormente orientata al comfort. Considerando anche la modalità “offroad” e la modalità “lift”, sono cinque i livelli su cui il sistema permette di fissare l’altezza della carrozzeria. Con 205 mm di altezza dal suolo, la modalità “offroad” consente di superare anche i terreni più irregolari. Per una maggiore comodità nelle operazioni di carico/scarico, la soglia del bagagliaio può essere abbassata di 71 mm.
Questa versione Diesel top di gamma, offre un equipaggiamento comfort di serie di massimo livello. Nella dotazione di serie figura il pacchetto “Design pelle” che crea una particolare armonia all’interno dell’abitacolo grazie all’equilibrio degli abbinamenti. Comprende rivestimenti dei sedili in pelle Cricket, fortemente zigrinata, e inserti in alluminio argentato o nelle qualità di legno radica di noce color naturale, tamo (frassino giapponese) marrone scuro e frassino olivato beige. Le bordature delle bocchette d’aerazione sono in look alluminio; il vano piedi è rivestito in velluto o con tappeto Fresko. Come optional sono disponibili altri otto pacchetti design. Ed ancora i sedili anteriori sono riscaldabili; un computer di bordo visualizza tutte le informazioni importanti nel campo visivo del guidatore, e un sistema di regolazione della velocità garantisce un comfort ancora maggiore. Il volante multifunzione in pelle consente di gestire la radio e, come optional, il telefono cellulare e il sistema di comandi vocali.
Ogni viaggio a bordo della nuova Audi Q7 4.2 TDI, sarà confortevole e più sicuro che mai visti i sei airbag, e una novità nell’ambito dei sistemi di assistenza di ultima generazione: l’“Audi lane assist”. Disponibile in combinazione con il volante multifunzione a quattro razze, riconoscendo le linee di demarcazione stradale grazie a una videocamera che analizza la strada davanti alla vettura, il dispositivo, informa il guidatore a partire da circa 65 km/h di velocità, quindi su strade extraurbane, se sta inavvertitamente abbandonando la corsia di marcia. Se infatti il sistema è attivato e non è stata azionata la freccia, il guidatore viene avvisato mediante una leggera vibrazione dello sterzo pochi istanti prima del superamento della linea di demarcazione riconosciuta. Mediante l’Audi MMI è possibile impostare tre diversi livelli di attivazione della segnalazione che può avvenire, in base alle preferenze, in modo più o meno tempestivo. Il sistema adegua la sensibilità di avviso in base all’impostazione scelta e all’angolo di avvicinamento alla linea di demarcazione riconosciuta. L’“Audi lane assist” rappresenta l’ultimo sviluppo nel campo dei sistemi di assistenza, ambito in cui il Marchio ha aperto negli anni molte nuove frontiere. L’“adaptive cruise control” è un dispositivo di regolazione della velocità con controllo automatico della distanza via radar. E’ attivo tra 0 e 200 km/h ed è in combinazione con l’assistente di frenata “braking guard”, che prevede due livelli di avviso per il conducente in caso si profili una situazione di pericolo.
L’ “Audi side assist” sorveglia l’angolo morto e la cosiddetta zona di avvicinamento mediante tecnologia radar e, con segnalazioni luminose alla base dei retrovisori esterni, informa il guidatore nel caso in cui stia per eseguire un cambio di corsia pericoloso. L’“Audi parking system advanced” utilizza una videocamera posteriore e riporta le immagini sul monitor del sistema MMI; linee e superfici colorate facilitano le manovre di parcheggio.
Il programma elettronico di stabilizzazione ESP della Audi Q7 4.2 TDI, molto sensibile, garantisce la massima sicurezza. Prevede funzioni speciali per la guida in fuoristrada e in discesa; con carico al traino stabilizza il rimorchio, qualora esso tendesse a sbandare, inviando impulsi frenanti dosati. I quattro dischi dell’impianto frenante idraulico sono auto-ventilanti e di dimensioni perfettamente adeguate; come in una vettura sportiva le pinze anteriori sono dotate di sei pistoncini. A richiesta è disponibile un sistema di controllo della pressione degli pneumatici che attiva una spia di segnalazione sul display del cruscotto in caso di perdita di pressione di una ruota. Nell’ambito dell’intrattenimento la Audi, offre un intero sistema modulare. Tra questi figura anche la “Audi Music Interface” (MMI basic) con impianto audio CD ampliabile in tre livelli di configurazione fino a diventare una centrale informativa HighEnd con sistema di navigazione incluso. Ad esso è infatti possibile collegare mediante USB, sia gli attuali iPod di Apple che gli altri lettori mp3. Inoltre, per gli amanti dell’alta fedeltà, dalla seconda metà dell’anno sarà possibile ordinare un equipaggiamento optional particolarmente esclusivo: l’impianto audio dello specialista danese Bang & Olufsen, dalla sonorità a livello HighEnd e raffinato design. Altissima la qualità dei dettagli, nella tradizione tipica sia del marchio danese sia della Audi. Quattordici altoparlanti attivi, la speciale tecnologia Acoustic Lens di Bang & Olufsen e ben 1000 Watt di potenza di amplificazione, resa possibile grazie all’articolata tecnica degli amplificatori, generano un’esperienza sonora di affascinante spazialità e fedeltà di dettaglio. Il pacchetto “Design pelle” conferisce agli interni un tocco di lusso discreto, mentre il portellone posteriore elettrico facilita le operazioni di carico. Un nuovo elemento per la sicurezza entrato a far parte del bagaglio tecnico e disponibile come optional è il sistema di assistenza “Audi lane assist” che, mediante leggere vibrazioni al volante, informa il guidatore quando supera la linea di demarcazione della propria carreggiata senza aver inserito la freccia.
L’equipaggiamento: la raffinatezza del lusso

La Audi Q7 offre molti elementi interessanti sia per gli esterni, dalla linea dinamica, sia per gli interni, estremamente spaziosi grazie alla lunghezza complessiva della vettura di 5,09 metri: cerchi di 21 pollici, ad esempio, tettuccio in vetro “open sky system” e sistema di guide per il grande vano di carico (con una capienza massima di ben 2035 litri). Il climatizzatore automatico comfort è di serie; i sedili offrono una gamma di configurazioni estremamente variabili. Come tutte le Audi Q7 anche la 4.2 TDI è disponibile in versione a 5, 6 e 7 posti. La nuova Audi Q7 4.2 TDI vanta un equipaggiamento di serie lussuoso e raffinato. Il pacchetto “Design pelle”, ad esempio, è disponibile a scelta con inserti in alluminio o in tre diversi tipi di legno e con rivestimenti dei sedili in pelle Cricket. I sedili anteriori sono dotati di riscaldamento elettrico. Computer di bordo, tempomat, volante multifunzione e il tanto apprezzato sistema MMI basic aumentano ulteriormente le comodità a bordo. Un dettaglio pratico è costituito dal portellone posteriore ad azionamento elettrico, con angolo di apertura programmabile a seconda delle esigenze. Altri classici elementi del linguaggio formale Audi che plasmano le fiancate sono l’arco della linea delle spalle e la linea dinamica. Anche al suo interno la Audi Q7 risponde ai requisiti classici del marchio Audi, coniugando un’eccellente qualità delle finiture a una grande semplicità di utilizzo. Generosa la suddivisione degli spazi e selezionati e lavorati accuratamente i materiali degli interni. Numerosi sono i vani portaoggetti, tra cui un portabottiglie per ciascuna delle quattro portiere e due portabicchieri per ogni fila di sedili. A richiesta la Audi offre un climatizzatore automatico a quattro zone e il grande tettuccio in vetro suddiviso in tre parti “open sky system”.
Questo SUV schiude nuove dimensioni di versatilità in quanto consente almeno 28 configurazioni di seduta e di carico. Di serie la Audi Q7 è prevista come versione a 5 posti. Nella seconda fila gli schienali dei sedili sono regolabili in inclinazione e la parte centrale può essere utilizzata come passante per il carico. A richiesta i sedili hanno regolazione longitudinale: i passeggeri possono usufruire di uno spazio per le gambe che non ha eguali in questo segmento. Nella configurazione a 6 posti la Audi Q7 prevede tre file di sedili con 2 posti ciascuna. Nell’opzione a 7 posti, invece, i passeggeri sono suddivisi in tre file di sedili (2, 3, 2). Grazie a un meccanismo intelligente, le due file posteriori di sedili possono essere completamente ribaltate così da portare la capacità del vano di carico da 330 a 2035 litri. Nella configurazione a 5 posti la Audi Q7 ha un volume di carico di 775 litri, una larghezza di carico di 116 cm e un doppio piano di carico che cela un contenitore appositamente studiato per ospitare oggetti sporchi. Una soluzione pensata per i Clienti più sportivi prevede invece un sistema di guide, una sacca porta sci e un porta-biciclette. Con il gancio di traino, disponibile come optional e, a richiesta, nella versione a scomparsa con azionamento elettrico, la Audi Q7 4.2 TDI ha un carico al traino ammesso (rimorchio frenato) di 3,5 tonnellate.
Per dare un’impronta ancora più sportiva sono disponibili due pacchetti: il pacchetto “S line exterior” e il pacchetto sportivo “S line”. Disponibili anche cerchi in alluminio fino a 21 pollici di diametro. Chi invece preferisce un look più aggressivo può scegliere fra tre pacchetti “Offroad Style”. Inoltre sono disponibili pneumatici da fuoristrada in formato 235 R 18 e predellini in acciaio inossidabile. Un optional HighTech è il sistema “adaptive light”, che combina proiettori xeno plus, luci di svolta dinamiche e luci diurne.
La Audi Q7 4.2 TDI sarà presso i concessionari da maggio 2007. Il prezzo di base è di 73.900 Euro.
BMW F3 CROSSOVER USCIRA’ NEL 2010
A partire dal 2004, Bmw ha sondato il terreno per valutare le tendenze di mercato e capire come allargare ulteriormente la propria gamma. Dopo diversi ripensamenti, è stato finalmente deliberato un nuovo modello, probabilmente chiamato F3, che andrà a posizionarsi tra monovolume compatti e crossover, là dove Mercedes si è inserita con la sua Classe B. La conferma arriva dopo lo stop di un altro progetto in corso, quello della F5, una Crossover a 7 posti in diretta concorrenza con la Mercedes Classe R, fermato a causa dei i tiepidi risultati della stella a 3 punte, sopratutto sul ricco mercato nord americano.
La nuova F3 rappresenterà un mix di linee e contenuti delle X3 e Serie 3. Sportività e spazio prima di tutto: 5 posti, trazione posteriore oppure integrale X-Drive, motori a 4 e 6 cilindri, compreso, probabilmente, anche il 3000 benzina biturbo da 306Cv. Il pianale deriverà da quello della attuale Serie 3 E90-E91 e la componentistica, sopratutto a livello elettronico e di sicurezza, sarà quella progettata per la nuova X3 attesa nel 2009.
TUAREG V 10
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Un motore unico: 10 cilindri a V, 313 CV, 750 Nm di coppia e filtro antiparticolato. Uno scatto bruciante da 0 a 100 Km/h in soli 7,4 secondi e 234 Km/h di velocità massima. (Consumo combinato: 12,6 l/100 Km; emissioni CO2: 333 g/Km). |
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Un’avanzato sistema di sospensioni pneumatiche, regolabili su tre differenti modalità di gestione, mantiene in ogni condizione l’assetto ideale, adattandosi ai diversi fondi stradali, alla velocità ed al vostro stile di guida. |
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Cerchi in lega leggera “Fat Boy” con pneumatici 255/55 R18. L’elemento di configurazione tra le prestazioni di Touareg e la strada. Un design possente ma sportivo che privilegia al massimo il piacere di una guida dinamica. |
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Interni in pelle Cricket e sedili anteriori a regolazione elettrica (12 posizioni), riscaldabili e con supporto lombare. Il punto di incontro tra un vero offroad ed una berlina di lusso. |
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Fari Bi-Xeno adattivi con impianto lavafari. |
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Sensori di parcheggio anteriori e posteriori. |
NUOVA TUAREG.PIU’ TUAREG CHE MAI
Civiltà e mondo selvaggio, eleganza e forza, sicurezza e divertimento al volante.
Nessuna altra automobile unisce in sé i valori di una fuoristrada di classe superiore quanto la Touareg. Una calandra cromata e proiettori che sembrano gli occhi di un felino, luccicanti cerchi in lega leggera e terminali di scarico ben visibili… tutto ciò lascia ben immaginare con quale forza questa vettura affronti pendenze fino a 45° e raggiunga una velocità massima di 244 km/h: per lei è un gioco da ragazzi.![]()
GOLF GTI 230CV
Nel 1976, il lancio sul mercato della prima Golf GTI segnò la nascita di un mito. Fino a quel momento, non era mai successo che tre lettere diventassero così rapidamente sinonimo di un intero segmento automobilistico: quello della berlina sportiva compatta. Da allora, di versione in versione fino alla nuova GTI, riaccende sempre la stessa passione: il piacere di guida ai massimi livelli.
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Per essere così dopo trent’anni dovresti abbonarti da un chirurgo plastico. |
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La griglia a nido d’ape con la dicitura cromata GTI sottolinea nuovamente che siete alla guida dell’originale. |
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Uno spettacolo: con i cerchi in lega 17″ “Denver” di serie e i pneumatici da 225 la nuova Golf GTI fa bella mostra di sé, ovunque. |
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Nella Golf GTI la sportività non è limitata all’aspetto esterno, dinamico e grintoso. Anche internamente la Golf GTI impone nuovi standard. Accomodatevi sui sedili sportivi anteriori perfettamente ergonomici e capirete di cosa stiamo parlando. |
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